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IL DECALOGO DI SIMONE
GIACALONE QUALITA' E REQUISITI NECESSARI AI DIRETTORI DI GARA |
1. CONOSCENZA del Regolamento di Gioco Il direttore di gara deve avere una conoscenza perfetta e assoluta del Regolamento di Gioco, perché quando è chiamato in causa, non può permettersi incertezze o indecisioni, anzi deve esprimere il proprio giudizio con immediata prontezza, tranquillità e sicurezza, dando, qualora lo ritenga necessario, una chiara e concisa spiegazione sull'interpretazione dell'articolo del Regolamento di Gioco applicata al caso specifico verificatosi. 2. CONOSCENZA del Regolamento Organico 3. CAPACITA' DI VALUTAZIONE di una gara Prima di dare inizio ad una gara, il direttore che ne assume la responsabilità deve anzitutto valutarne rapidamente ma attentamente la formula, le attrezzature e lo staff arbitrale a disposizione: a) formula: - eliminazione diretta (con o senza recuperi), - incontri con una sola partita o al meglio di più partite, - gironi all'italiana da 4 o 6 o 8 giocatori di cui solo il primo o i primi due - classificati passano al turno successivo, - distanza (punteggio) su cui vengono disputate le singole partite. b) attrezzature: - numero dei biliardi messi a disposizione dall'organizzazione. c) staff arbitrale: - 2 arbitri per ogni biliardo, - 3 arbitri a rotazione su 2 biliardi, - l'arbitro per ogni biliardo (senza possibilità di turno di riposo). La formula di gara è in assoluto la cosa più importante da esaminare, perché dà immediatamente come risultato il numero totale delle partite che dovranno essere disputate. Escludendo il girone finale che bisogna valutare a parte, il numero delle partite risultante dai gironi eliminatori deve essere diviso per il numero dei biliardi disponibili e successivamente per il numero dei giorni previsti per le eliminatorie. Si ottiene così il numero delle partite che devono essere giornalmente disputate su ogni biliardo. A questo punto l'esperienza consente al direttore di gara di fare un calcolo abbastanza approssimativo (tenendo conto della durata media di una singola partita) delle ore di gioco inderogabilmente necessarie per portare a termine ogni giorno le partite in programma Esaminando eventuali orari e tempi stabiliti dall'organizzazione, il direttore di gara può accorgersi che questi sono stati calcolati (per errore o inesperienza) molto di sotto ai tempi da lui conteggiati e quindi ha il diritto di avvalersi della facoltà di diminuire la distanza su cui devono svolgersi le partite in maniera tale da garantire giornalmente il termine dell'ultimo incontro ad un'ora decentemente accettabile. Inoltre, sempre allo scopo di rispettare i tempi concordati, il direttore di gara ha la facoltà di spostare un incontro (già programmato su un biliardo) su un altro biliardo che riporti un discreto anticipo rispetto all'orario stabilito. E' bene ricordare che al direttore di gara è consentito, in base alla sua valutazione, modificare la formula di gara solamente aumentando o diminuendo la distanza delle partite a partire dall'inizio dell'intera gara o del solo girone finale, dandone avviso ai partecipanti mediante comunicato ufficiale da esporre immediatamente. 4. CAPACITA' DI GESTIONE di una gara Un direttore di gara veramente capace sa abilmente e intelligentemente gestire qualsiasi gara, senza lasciarsela sfuggire di mano, rispettando gli orari previsti o stabiliti. E' sufficiente adottare un piccolo accorgimento così semplice da apparire banale, ma che ha sempre dato risultati più che apprezzabili. Quando al tavolo della direzione di gara si presentano più arbitri per la consegna dei referti relativi ad incontri terminati, non bisogna mai cedere alla tentazione di registrare subito i dati ricevuti per timore di dimenticarsi di fare l'aggiornamento dei gironi, ma la sola cosa da fare è consegnare immediatamente agli arbitri il referto per l'incontro successivo, chiamando i giocatori interessati a presentarsi al biliardo assegnato. Così facendo si evita un'interruzione di l0 o 15 minuti su 2 o più biliardi che sommata a parecchie altre, che sicuramente si verificherebbero nell'arco della giornata, porterebbe al catastrofico risultato di terminare gli ultimi incontri alle 5 o alle 6 del mattino. L'aggiornamento dei dati per il calcolo delle medie o l'aggiornamento dei gironi (sia la copia sul tavolo di direzione gara che quella esposta al pubblico) deve essere assolutamente fatto in un secondo momento o nei tempi morti mentre su tutti i biliardi si sta svolgendo un incontro. 5. ATTENZIONE Il direttore di gara deve sempre controllare che lo svolgimento dalla gara avvenga nel rispetto quasi cronometrico degli orari fissati. In questo è facilitato se la posizione del tavolo di direzione gli permette una visione panoramica totale del campo di gioco, in modo da accertarsi in qualunque momento che non ci siano biliardi fermi per una sua qualsiasi distrazione o che qualche arbitro non conceda un tempo oltremodo eccessivo per i tiri di prova dei giocatori. 6. EQUILIBRIO Quando si verifica un alterco tra giocatori od una contestazione da parte di un giocatore nei confronti dell'arbitro e viene richiesto l'intervento del direttore di gara, questi deve essere dotato di una giusta ed equilibrata calma per avere l'assoluta padronanza della situazione. Per prima cosa deve interpellare il giocatore ascoltando la sua versione dei fatti e le sue eventuali osservazioni od obiezioni, sentendo pure, qualora la ritenesse utile e opportuna, la testimonianza dell'avversario. Poi, rivolgendosi all'arbitro (meglio lontano da orecchie indiscrete), deve chiedergli che cosa è realmente successo, che cosa ha veramente visto, insistendo con discrezione perché faccia un esame mentale obiettivo della situazione verificatasi. Infine il direttore deve trarre una conclusione ed esprimere il proprio giudizio definitivo che esporrà con fermezza e con il massimo garbo al o ai giocatori. In ogni caso il giudizio del direttore di gara non dovrà mai essere in contraddizione con la decisione confermata dall'arbitro, al quale il direttore non dovrà mai permettersi di imporre di modificare o ritrattare la propria decisione. 7. CORRETTEZZA verso gli arbitri Il direttore di gara che, trovandosi vicino ad un biliardo, nota un errore dell'arbitro, non può e non deve assolutamente intervenire salvo che non si tratti di un errore formalmente tecnico (scambio di colore di biglia da posizionare in penitenza per un tiro con palla in mano o un piccolo errore nel conteggio dei birilli abbattuti). Al termine dell'incontro il direttore convocherà l'arbitro, gli chiederà una spiegazione circa l'errore rilevato e gli farà eventualmente un piccolo sermone (mai alla presenza di giocatori o di altri colleghi arbitri), in termini civili e pacati, evitando nel modo più assoluto qualsiasi scenata che, oltre ad essere umiliante e immeritata per l'arbitro, potrebbe richiamare alla mente un professore cattedratico ed inflessibile che colpisce con la bacchetta le dita dello scolaretto indisciplinato. 8. CORDIALITA' Il rapporto che intercorre tra direttore di gara e gli arbitri deve riflettere la massima cordialità, nel pieno rispetto reciproco per la propria figura e personalità. Il direttore di gara non deve dimenticare di essere stato lui stesso, precedentemente, un arbitro, provinciale o nazionale, e soprattutto se questo tempo passato è breve, non si può permettere di montare in cattedra e pretendere con altezzosità una deferente sudditanza da parte degli arbitri. 9. IMPARZIALE SERENITA' DI GIUDIZIO Al termine di ogni gara, nella compilazione del relativo referto finale, viene richiesta al direttore la sua valutazione sui singoli arbitri, assegnando loro un voto (come a scuola) accompagnato da eventuali osservazioni particolareggiate. Questo voto deve essere espresso con la massima obiettività e serenità di giudizio, dimenticando qualsiasi piccolo screzio o contrasto possa essere successo durante la manifestazione. E' un compito che il direttore di gara deve assolvere non con troppa severità, ma neppure con troppa superficialità. 10. PERSONALITA' Ogni direttore di gara ha la propria personalità, che potrà imporre con fermezza e sicurezza, trovando sempre un corretto e educato modo per farlo, senza mai trascendere o assumere atteggiamenti che rivelino superiorità e superbia, nel rispetto della personalità degli arbitri e della loro professionalità, ricordando sempre che gli arbitri non sono semplici subalterni ma collaboratori responsabili in grado di dare un validissimo apporto per una perfetta direzione della manifestazione. In ogni caso per quel piccolo gradino più alto su cui si trova, il bravo direttore di gara, non deve solo pretendere ma meritare il rispetto degli arbitri e soprattutto la loro stima, con il proprio modo di essere e di fare, con la propria competenza e professionalità e con la propria perenne serenità. |