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STORIA DI UN TRANQUILLO CAMPIONE DI FRANCIA

Piccolo, baffuto quel tanto che bastava agli inizi secolo, come Felix Aure (un presidente francese particolarmente appassionato di biliardo), come Gibelin, lo spagnolo Sànchez, il belga Van Duppen il professor Léon Fouquet, rimasto sulla cresta dell'onda del professionismo della Carambola, rappresenta un esempio lampante di come si possa eccellere in questo sport nonostante la piccola statura. 

Chino sul tavolo verde come un cesellatore di preziosi gioielli, il mite Fouquet scrutava attentamente attraverso i suoi occhialini tondi da intellettuale la posizione delle bilie. Ogni suo gesto era estremamente attento, dosato, misurato, calibrato ad hoc. Nulla poteva essere lasciato al caso. Nonostante la sua veneranda età, uno spirito gioviale ed una buona condizione fisica sostenuta da escursioni in montagna e lunghe passeggiate in campagna, gli permisero di rimanere a lungo nella categoria dei grandi professionisti.

Il segreto fu comunque quello di essere sempre presente, applicando la sua personale scienza del gioco, in tutte quelle prove pubbliche che abbiano avuto importanza sportiva. L'apparizione giusta al momento giusto può determinare un lungo successo. Un' "escamotage" che ben conoscono le stars dello spettacolo. Il simpatico professor Fouquet nel suo tranquillo aspetto da "travet" celava probabilmente, oltre che una grande abilità tecnica, anche la capacità di gestire le "public relations" e la sua stessa immagine, dando dimostrazione di ciò che sapeva fare al momento opportuno.

Léon Fouquet era nato in Francia a Clairvaux-sur-Aube, il 21 gennaio del 1869. Figlio unico, era stato iniziato alla tecnica del biliardo dal padre, che seguiva sempre nei caffè più in voga della sua cittadina. All'età di sette anni, la sua famiglia si trasferisce dalla provincia ad una grande città come Lione, e questo gli procurerà, in ambiente sportivo biliardistico il soprannome di "lionese", ed è proprio qui che inizierà la sua carriera "amatoriale". All'età di quindici anni cominciò a lavorare come apprendista dentista in uno studio medico, parallelamente, si dedica per due anni all'allenamento nel gioco della Carambola. Gli bastò un'ora al giorno per raggiungere un buon livello, fino a quando, un giorno, durante una partita con un suo amico strabiliò il pubblico - e se stesso - realizzando una serie di 117 carambole.Tale exploit lo fece notare da un "talent scout" dell'epoca che, con il consenso della sua famiglia, lo portò al famoso Cafè Berger, di Rue de la République, dove conobbe i migliori 'amatori' lionesi, che di lì a qualche anno avrebbe battuto uno per uno.

A soli diciassette anni era già all'altezza di giocare con un grande campione come Ubassy, che fu maestro del mitico Vignaux. Dopo una bella serie di 55 carambole, Ubassy rimase molto colpito e battezzò il giovane Fouquet con l'epica frase: " Ragazzo. Lei sarà un grande campione". Inutile dire che si calò a tal punto nel ruolo del Campione che finì per diventarlo davvero.

L'anno che Ubassy morì, durante una sessione di biliardo ad Aix-enProvence (Francia) nel 1902, Fouquet vinse il 1° Campionato 'Amatoriale' di Lione, organizzato dalla Compagnia Brunswick. Poi disputò un 'match' a 4.000 carambole a Partita Libera contro Louis Dumas, 'recordman'. Le partite furono giocate con grandi angoli tagliati (35 x 71 cm.), così come si gioca ancora oggi. Il risultato fu strabiliante per l'epoca: Fouquet realizzò 4.000 carambole in 40 riprese, per una media di 100 ed una magistrale serie di 1.557; mentre Dumas rimase a 3.992 ed una serie di 952.

Ma come spesso avviene, anche la carriera dei fuoriclasse può essere offuscata da qualche perdita, specialmente quando l'emotività e l'avversità della sorte si mettono d'accordo. Infatti, nel marzo dell'anno del 1903, quando i celebri sportivi francesi Théodhore Vienne e Frantz Reichel creano una delle prove internazionali più antiche d'Europa, il Campionato del Mondo "Amatori" a Quadro di 45/2, nella splendida Sala dell'Eldorado al Boulevard de Strasbourg di Parigi, accanto a brillanti professionisti come Lucien Rérolle, Rasquinet, Barthélemy Maure, il conte Raymond de Drée e tanti altri, Fouquet perse il secondo posto per una sola carambola.

Ma non è mai detta l'ultima parola. La vita offre sempre occasioni di rivincite, anche senza cercarle. Infatti, l'occasione di un magnifico banchetto organizzato dalla Federazione di biliardo sportivo francese nella Grande-Roue, a due passi dalla Torre Eiffel, tra una succulenta portata ed uno sguardo panoramico ad una meravigliosa Parigi notturna di inizio secolo, il Presidente propose a Fouquet di disputare un 'match' di rivincita con il belga Rasquinet, che lo aveva vinto per quella benedetta carambola in più. 

Questa volta, il Professore non si fece sfuggire l'occasione di mostrare ciò che sapeva fare e stracciò l'avversario con 108 carambole; arbitri d'eccezione per il grande evento due indimenticabili maestri come Vignaux e Cure. L'attività biliardistica finì per assorbire tutto il suo tempo al punto di fargli abbandonare le altre attività lavorative; il primo maggio del 1903, grazie ad un ottimo contratto con il Billard-Palace di Parigi, debuttò come professionista accanto a Gibellin e Beau.

Nella sua vita, Fouquet giocò in diverse Accademie della capitale di Francia (Suéde, Excelsior, Rue Vivienne, Olympia, Grand Café), con avversari del calibro di William Hoppe - campione dei campioni - Schaefer, Garnier, Barrutel, Adorjan, Marvà. Il biliardo lo portò in viaggio nelle città più in voga in quegli anni: ad Amsetrdam e a Londra si esibì in numerose Performance spettacolari di fantasia, riscuotendo grandissi mo successo. In quell'epoca le sue medie erano di 40, 45 al Quadro. Ma la guerra oppose un fermo alla sua atiività all'estero, e Léon Fouquet fa costretto a tornarsene in patria, dove riprese a loavorare al Billard-Palace, unica Accademia che rimase aperta durante il primo conflitto mondiale. Qui fece varie serie di 300, e nell'agosto del 1918, contro il professor Martin, una di 479. Pochi giorni dopo, contro il grande giocatore Gastone Gobelin una di 502, tutte al Quadro di 45/2. 

Tra le imprese spettacolari di Fouquet si ricorda quella dell'ottobre del 1922, quando riuscì a conquistare un 'match' a 1.500 carambole a una sponda contro Gaston Gibelin, 'recordman' del mondo per una serie di 113. La partita fu particolarmente dura dato che con Gibelin le entrate raramente erano facili. Ma alla fine il risultato fu a favore di Fouquet con 1.500, una media di 4'26, con una magnifica serie di 96; mentre Gibelin dovette rassegnarsi a rimanere a 1.437. Nel corso della sua lunga carriera il professor Fouquet ebbe numerosi discepoli ai quali trasferì la sua personalissima tecnica e la sua meticolosità nei tiri.

Tra i suoi allievi troviamo anche un'inconsueta allieva per quegli anni: l'affascinante Principessa marocchina Yasmine d'Ouezzan, varie volte campionessa femminile nella partita libera che faceva regolarmente la serie dei cento.

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