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BILIARDO PARALIMPICO: Luca Bucchi anche in carrozzina non rinuncia al biliardo

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Stecca

Tutta la forza immagazzinata col tempo ed una stecca per poterla sorreggere: Luca Bucchi non ha avuto bisogno di nient'altro per cominciare a giocare a biliardo e non fermarsi più.

Non aveva mai pensato a sé stesso come uno sportivo, soprattutto quando un tuffo al mare in acque poco profonde, lo ha reso tetraplegico.  È finito un mondo e ne è cominciato un altro. "Nella disabilità – spiega Luca Bucchi - ho sempre cercato la via per sperimentare altri aspetti, allenandomi con tenacia per sviluppare abilità extra-ordinarie”.

Nato a Roma nel 1966, vive la sua vita come tutti i giovani della sua età, prestando, a 19 anni, servizio militare nei paracadutisti della Folgore. Dopo l’incidente seguono mesi in vari ospedali, in Italia e all’estero (a Heidelberg per la riabilitazione), e un periodo di profondo sconforto, ma ad un certo punto sceglie di tornare a vivere. “Vivere significava cominciare a lavorare, a ricostruirsi una propria identità superando le difficoltà quotidiane. Perché è cercando di andare oltre, che comprendi il tuo limite! Questo mi ha aiutato ad aguzzare l’ingegno, creando, ad esempio, un’impugnatura particolare per usare la stecca, visto che non avevo più la presa della mano – racconta Bucchi – oltre la passione per il volo, c’era la passione per il modellismo e la pittura.  Ho cominciato per caso a tenere le matite in bocca e a disegnare, ho intuito che questo modo di vivere la mia rinascita mi affascinava e mi dava quel giusto entusiasmo per andare avanti”.

L’intraprendenza e la forza di volontà, già peculiarità presenti nella personalità di Bucchi, hanno quindi ritrovato lo stesso vigore.

“Praticare sport è fondamentale – continua l’atleta romano - l’attività fisica è importantissima per chi come me vive su una sedia rotelle, mantiene sciolte le articolazioni e potenzia i muscoli.  Nella pratica del biliardo, poi, vi sono componenti anche di carattere psicologico. Il biliardo impone oltre a un allenamento puramente fisico anche molta concentrazione, strategia e calma, ci insegna a controllare le emozioni e prendersi il giusto tempo per decidere la mossa migliore in un determinato frangente” - sottolinea Bucchi - Lo sport poi unisce, non ha barriere, né differenze di colore, genere, religione” .


Luca Bucchi parteciperà sia alle finali dei campionati italiani di stecca 5 birilli, sia a quelle di pool (7-11 luglio a Castel Volturno, CE), un’esperienza unica per chi come lui ha fatto crescere il biliardo paralimpico (attraverso il progetto biliardo in carrozzina due anni or sono assieme a Roberto Dell'Aquila) e che si appresta a vivere un sogno che si realizza: vedere la propria disciplina sportiva riconosciuta dalla Federazione e dal Comitato Italiano Paralimpico e di far parte quindi di una struttura organizzata e preposta allo sport del  biliardo.

“Il riconoscimento del biliardo come disciplina sportiva Paralimpica – conclude Bucchi - è un primo importante passo verso un traguardo più ambizioso, veder tornare il biliardo alle Paralimpiadi, ma sono convinto che, con umiltà e determinazione, si potrà andare lontano.”

 

Credit photo: Matteo Rasero