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BILIARDO PARALIMPICO: Michele Niro la rinascita nel biliardo con Santoro e Lopez

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Stecca

Lo sport è fatto di storie straordinarie di persone che hanno saputo sfidare le restrizioni dettate da determinate condizioni fisiche e che, ricolmi di tenacia e forza di volontà hanno saputo rialzarsi ed evolversi.

E' il caso per esempio di Michele Niro, classe 1979, innamorato del biliardo che, a un certo punto della sua vita si è ritrovato a dover affrontare l’inimmaginabile: “Ho conosciuto il biliardo all’età di ventidue anni  nella sala del mio paese che frequentavo con i miei amici – racconta Niro –  qualche mese prima dell’incidente ho iniziato ad allenarmi  seriamente con Mauro Santoro categoria Master dal quale cercavo di carpire tutti i segreti di questa specialità così affascinante. Poi il 19 aprile del 2005 un incidente ha cambiato la mia vita. Non vi nascondo che i mesi successivi sono stati difficili, i medici volevano a tutti i costi che io diventassi autonomo in carrozzina a prescindere da quello che sarebbe stato il recupero motorio, il loro obiettivo era allenarmi a vivere una vita in carrozzina. Nonostante fosse diventato anche il mio di obiettivo, la speranza del recupero motorio non era del tutto svanita”

La vita ci può mettere di fronte a situazioni difficili. Ci può far paura, può cancellare le nostre certezze e stravolgere la nostra quotidianità. Ma ci può regalare anche un’occasione per ripartire più forti di prima, ed è quello che ha fatto Niro.

“Nel 2007 dopo circa due anni dall’incidente c’è stata una svolta, ho realizzato che la fisioterapia fosse necessaria per la vita e non la vita per la fisioterapia – continua Niro - Ho pensato a vivere la mia vita al massimo con quello che avevo senza pensare troppo a quello che avrei potuto fare. Oggi devo dire che tutto ciò che amo e che mi piace fare riesco a farlo, compreso giocare a biliardo.  Ad un anno dall’incidente ho cominciato a frequentare nuovamente il circolo e ad allenarmi con Santoro il quale, un giorno che non dimenticherò mai, mi ha chiesto se potessi portargli una carrozzina perché voleva capire quali fossero le mie difficoltà. Da quel momento in poi abbiamo lavorato insieme su una nuova strategia. Poi – prosegue -  è stato sempre un crescendo. Dopo l’incidente ho dovuto frequentare per due volte all’anno un centro di riabilitazione a Imola, in quella occasione durante il weekend raggiungevo Daniel Lopez a Rimini, ed è stato con lui che ho perfezionato ulteriormente la mia tecnica”.

Passione, tenacia e voglia di non mollare mai. Michele Niro ha avuto la capacità di mettersi in discussione, di accettare le sconfitte e di rialzarsi. Uno spirito di intraprendenza e una caparbietà che mette in atto in tutto ciò che fa. 

Credo fermamente che ognuno di noi abbia la forza per uscire da qualsiasi situazione, ma non c’è bisogno solo della volontà per farlo, è necessario che ogni tassello sia al posto giusto – ha dichiarato Niro – quando arrivano questi tsunami, devi riuscire a credere nella vita ma è necessario il sostegno di chi ti ama.  Io devo tutto alla mia famiglia. I miei genitori Franca e Alfredo, i miei fratelli e i miei amici si sono calati con me nella parte e se oggi sono quello che solo, lo devo sicuramente a loro”.  Michele fuori dal rettangolo verde, gestisce con la sua famiglia una azienda agricola nella provincia di Foggia. A Posta Faugno, questo il nome dell’azienda Michele coltiva e alleva con la Armonicoltura, grazie all’utilizzo della musica diffusa a 2000 watt di potenza sui terreni coltivati, con frequenze sonore di 432 Hz, hanno eliminato totalmente gli utilizzi dei biofarmaci.

Sono pronto per le finali di Saint-Vincent? Certo che lo sono! – ha dichiarato Nico – Immaginavo e speravo da tempo che prendesse forma una categoria dedicata ai paralimpici.  Da premettere che credo moltissimo nello sport integrato, il mio istinto mi ha sempre portato a scegliere il biliardo, perché in questo sport puoi confrontarti con tutti e durante le gare dicevo a me stesso “Sono qui nonostante tutto” Fino all’anno scorso la mia priorità non era vincere – continua Niro – perché ero consapevole della disparità che c’era con il mio avversario, alcuni tiri erano impossibili per me e a birilli si sa, vince chi più ne butta giù. Oggi, invece, il mio focus si è spostato, e per la prima volta vi dico che a Saint- Vincent voglio giocare per vincere!

Michele Niro atleta simbolo del biliardo in carrozzina è pronto a dimostrare al mondo che la disabilità può essere sempre un punto di forza e di arricchimento, vede lo sport come un'occasione di rinascita per tutti.