Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Cookie Policy Approvo

header stecca

Stecca

Giovani Campioni: Rosario Attianese e Andrea Ragonesi

images/media/media/news/1129/master.jpg

L'intervista con due dei migliori talenti emergenti della stecca italiana

Il movimento biliardistico italiano è sicuramente quello più vincente a livello mondiale. A testimonianza di questa tesi c'è una bacheca infinita di successi che, nella storia recente, si è arricchita di nuovi trofei.
Nell'ultimo anno sono arrivati un titolo del Mondo conquistato da Matteo Gualemi, un Europeo conquistato da Michelangelo Aniello e un Europeo a Squadre portato a casa dal team azzurro guidato dal c.t. Stefano Gibertoni e composto da Michelangelo Aniello, Stefano Freddi, Fioravante Vecchione, Rossano Rossetti e Santi Caratozzolo. Se non dovesse bastare poi c'è sempre lui, Andrea Quarta, divenuto pentacampione italiano nell'ultima Poule Finale disputata a Nova Gorica.

Una fucina di talenti impressionante che non sembra risentire dei cambi generazionali e che si prospetta essere vincente anche nel futuro. Non a caso uno dei fiori all'occhiello della Federazione è il Progetto Biliardo&Scuola, un percorso formativo fondamentale per lo sviluppo di nuovi talenti.

Un futuro che tuttavia non appare così lontano. Volgendo uno sguardo a quello che è accaduto a Nova Gorica infatti non si può non soffermarsi sull'ottimo rendimento di Rosario Attianese e Andrea Ragonesi, campioni emergenti pronti a regalare ancora emozioni.

"La vittoria del titolo italiano di Seconda Categoria
– racconta Attianese - è stata fino a questo momento quella più importante della mia giovane carriera insieme alla conquista del titolo Juniores nella scorsa stagione. Sono state entrambe due grandissime soddisfazioni. Quello Juniores è stato il primo titolo in assoluto e ricordo che la gioia fu immensa. Vincere quest'anno quello di Seconda Categoria è stato qualcosa di unico e inaspettato. Quando si partecipa ad un torneo ovviamente si punta sempre in alto. Personalmente poi credo molto nelle mie capacità. Ma quando arriva il successo finale è sempre un'emozionane nuova. Mi ero preparato come al solito per l'occasione. Essendo uno studente la mia vita è scandita dai ritmi classici di ogni ragazzo. La mattina vado a scuola e il pomeriggio studio. Non appena finito dedico un'ora o un'ora e mezza al biliardo. Questo tutti i giorni. Contrariamente a quanto si può pensare per me non è assolutamente un sacrificio perché il biliardo rappresenta una grande passione. Io mi diverto quando gioco. Adesso però mi rendo conto che la posta in palio si è alzata. Vincere anche fra i grandi infatti ha creato delle maggiori aspettative. Il mio obiettivo è quello di crescere ancora sia come persona e sia a livello biliardistico. Il sogno è arrivare ai livelli dei vari Aniello o Quarta. Quest'ultimo in particolare è il mio giocatore preferito, il numero uno in assoluto. Spero un giorno di potermi avvicinare al suo stile di gioco.".

Queste invece le parole di Ragonesi:

"Trionfare fra gli Juniores è stato fantastico. Ci tenevo tanto a questo titolo perché sapevo che quella di quest'anno sarebbe stata la mia ultima partecipazione in questa categoria. Fortunatamente è andata nel migliore dei modi. Sono rimasto concentrato per tutto il torneo, soprattutto in finale contro Rosario Attianese. Alla vigilia era lui il favorito, nonché il campione in carica. Batterlo non è stato affatto semplice e lo dimostra la sensazione di liberazione che ho provato sul tiro di chiusura. Questa vittoria mi dà molta forza per il futuro e spero di poter crescere ancora. Le difficoltà ovviamente saranno tante. Allenarsi tutti i giorni per un ragazzo della mia età per esempio è molto complicato. Fra scuola, amici e tempo libero riesco a giocare tre o quattro volte a settimana. Ho iniziato grazie a mio papà, che mi ha insegnato le basi e che mi segue tutt'ora. Un'altra figura importante nel mio percorso biliardistico è stato Paolo Spadaro. Sono stati loro due insomma ad introdurmi in questo mondo che, adesso, si prospetta ricco di sfide. Il salto fra i grandi non mi spaventa. Mi sento pronto a competere in tutte le competizioni. Certo, dovrò migliorare in alcune cose, ma sono sicuro di poter far bene".