Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Cookie Policy Approvo

header stecca

Stecca

Paolo Marcolin: dopo aver conquistato la prova di Firenze pensa al Gran Premio di Goriziana

La vittoria non si conquista solo con la stecca

“Inaspettata” è questo il primo commento di Paolo Marcolin vincitore della prima tappa del campionato italiano. Paolo Marcolin spiega subito dopo che in realtà la vittoria era alla sua portata, ma che si sa pure che, nello sport, nulla è scontato.
Una prima prova particolare dal punto di vista sportivo perché ha visto i ‘veterani’ della categoria fermarsi (alcuni) ben prima della finale chiusa poi dal sestese 3 a 1 contro Gaetano Romeo.

La domanda sorge spontanea, e un po’ sorprendente se vogliamo suona la risposta di Marcolin, che è rientrato da questa stagione nella massima categoria dopo un’assenza di sei anni: “Non credo sia un caso che in finale siano arrivati due atleti che, oltre alla pratica del biliardo, hanno abbinato altri elementi alla propria preparazione sul tavolo. Da parte mia da tempo curo la mia alimentazione e abbino dell’attività fisica aerobica due volte la settimana. A questo si aggiunge che ho trovato una serenità mentale che da tempo mi mancava, e grazie alla quale riesco ad avere un approccio diverso alla competizione. Un ruolo importante lo ha avuto anche Antonio Girardi, per la fiducia nei miei confronti e per avermi trasmesso la tenacia e la costante ricerca dei meccanismi. L’altro finalista, il fortissimo Gaetano Romeo, è da qualche tempo seguito da una mental coach. Il risultato ottenuto è senza dubbio in parte dovuto a questa preparazione che ha migliorato le condizioni fisiche e mentali completando l’allenamento pratico con la stecca.” Un’altra condizione in comune tra i due è che entrambi erano reduci da due vittorie in competizioni precedenti e quindi la carica e l’agonismo hanno giocato da ulteriore molla.

I passaggi a vuoto restano però un po’ il suo tallone d’Achille: “Devo dire che certi errori non posso e non devo permettermeli perché poi possono costare cari e se l’avversario non ti concede fiato rischi davvero di perdere per delle cose futili”. Un momento di défaillance avuto durante la partita di semifinale contro Daniele Montereali, anch’egli new entry tra i 16 top players, sul quale ha poi avuto la meglio vincendo 3-2, ma che ha segnato di certo una presa di coscienza per metabolizzare e migliorare il proprio gioco (e schema mentale).
Lo sguardo ora va a Saint-Vincent e al Gran Premio di Goriziana dove il controllo su di sé sarà fondamentale per Marcolin: “Il Gran Premio è ‘la’ gara, più importante del campionato del mondo, la competizione tanto ambita quanto temuta. Per me. Non lo prediligo come gioco, semplicemente perché sono carente nel gioco di sponda. Il castello più grosso permette talmente tante combinazioni e variabili di sponda che mette in difficoltà. Il GP è l’evento più atteso anche perché permette ad un giocatore di terza categoria di incontrare un nazionale pro, insomma il sorteggio può combinarti un tabellone più o meno facile.”

Marcolin sarà sui tavoli del Palais il 22 novembre. Con lui altri duemila e passa atleti.
Il biliardo non è solo punti: sarà l’adrenalina a far da padrone. E chissà se il "Genio" si trasformerà in avversario ambito od in quello tra i più temuti.