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A tu per tu con...Alberto Putignano

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L'intervista con il giocatore toscano dopo l'ultima vittoria ottenuta nella Terza Prova del Circuito Fibis PRO

Le esultanze nel mondo dello sport sopravvivono nei ricordi dei tifosi quasi quanto i gesti sportivi che le hanno precedute. Il carattere istintivo ed emozionale che esplode subito dopo una vittoria, d'altronde, rappresenta forse il massimo grado di empatia che accomuna atleti e tifosi. In questo senso la splendida immagine di Alberto Putignano, in lacrime con la testa china sul tavolo verde subito dopo il successo ottenuto nella Terza Prova del Circuito Fibis PRO, si colloca di diritto nei migliori momenti sportivi della stagione biliardistica.



"Mi è venuto spontaneo – racconta proprio Alberto Putignano – Per rispetto degli avversari dopo una vittoria non mi piace esultare platealmente, così ho cercato semplicemente di lasciarmi andare in un gesto personale. Ho fatto la stessa cosa nel 2007 quando vinsi nei Nazionali e in entrambe le occasioni ho pianto, non lo nascondo. Sin da piccolo ho sempre pianto per ogni “bischerata”, come diciamo noi a Firenze. Figuriamoci per una vittoria così importante, anzi, per la mia prima vittoria fra i PRO".




Emozioni a parte, Putignano durante la Prova di Succivo ha regalato anche tanto spettacolo. Sin dalla fase a gironi infatti il giocatore toscano ha messo in scena un gioco di altissimo livello che lo ha visto avanzare fino all'atto finale a suon di buone prestazioni.

"Ho avuto dei segnali positivi sin dall'inizio – continua Putignano – La prima partita del girone contro Caria è stata difficile. L'ho vinta io alla bella ma potevo anche perderla. La seconda è stata forse quella decisiva a livello mentale. Perdevo 2-1 ed ero indietro nel punteggio anche nel quarto set. Poi però lui ha sbagliato qualcosina e ne ho approfittato. Ho pareggiato e poi nella bella l'ho portata a casa. E' proprio in quel momento che ho cominciato a crederci. Ho vinto anche l'ultimo incontro dei gironi con Caratozzolo e poi la semifinale combattutissima con Matteo Gualemi. Quest'ultima è stata per me una partita molto tesa perché ci tenevo tantissimo. Non avevo mai fatto una finale e quella era un'occasione da non lasciarsi sfuggire. Ho avuto un po' di episodi fortunati, un po' di palle giocate bene. Alla fine però sono riuscito a conquistare la possibilità di giocarmi il titolo. In finale ho trovato un campione come Michelangelo Aniello. Ho cercato di rimanere concentrato e credo di aver giocato una delle partite più belle della mia vita. Ho sbagliato pochissimo e in ogni tiro ho fatto praticamente sempre la scelta giusta. Sono contento di questo, soprattutto perché molti nel nostro ambiente pensano che io sia un giocatore prettamente da goriziana. La cosa divertente invece è che le mie principali vittorie sono arrivate proprio nei 5 birilli. La spiegazione forse è che dentro di me in questi anni è scattato un senso di rivalsa. Ovviamente si tratta solo di una sfumatura. La realtà è che io gioco pensando a me stesso e al biliardo, uno sport che io venero e che paragono un po' all'altra mia grande passione, il teatro. In entrambi è un essere al centro dell'attenzione per dimostrare di esistere e di poter far bene, e questa volta ci sono riuscito".

Per poter fare tutto ciò Alberto Putignano si è sempre affidato ad un valore per lui fondamentale: l'equilibrio. Una sorta di dogma o di mantra da ripetere allo sfinimento a se stesso e ai suoi allievi.

"Per me l'equilibrio è tutto – commenta a riguardo Putignano – E' fondamentale sia nelle vittorie che nelle sconfitte. Non bisogna mai esaltarsi quando si vince e nemmeno abbattersi quando si perde. Bisogna ovviamente ricordarsi e tenere bene a mente quello che si è fatto, poi però è bene resettare tutto dal punto di vista emozionale. Mi sono reso conto per esempio ora che ho vinto quanto può essere destabilizzante un successo del genere. E' da giorni che mi squilla il telefono e che non riesco a dormire per l'euforia. Una situazione così, per un giovane, può creare turbamenti. Sono contento quindi di avere qualche anno in più ed essere in grado di metabolizzare il tutto con più maturità. Ora come ho sempre fatto metto tutto da parte e con equilibrio cerco di concentrarmi per i prossimi obiettivi".

E a proposito di obiettivi il futuro di Alberto Putignano, oggi più che mai, sembra orientato verso grandi traguardi.

“Sono un sognatore ma allo stesso tempo estremamente realista – conclude Putignano – So che ci sono campioni come Quarta, Gualemi, Aniello o Lopez che sono più forti di me. L'obiettivo che avevo fissato all'inizio della stagione era il mantenimento della categoria. La vittoria nella terza prova mi ha permesso di raggiungere già matematicamente questa soglia. Adesso tutto quello che verrà sarà un valore aggiunto, ma questo non vuol dire che devo abbassare la guardia. Mancano infatti ancora due prove ed ho il compito di provare a conquistare il pass per la poule finale lottando come ho sempre fatto".