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Quarta Prova B.T.P. e B.T.F. - Le parole dei vincitori

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Matteo Gualemi, Antonio Girardi e Vincenza Grimaldi si raccontano dopo i successi di Firenze

   

La Quarta Prova B.T.P. e B.T.F. ha fatto registrare momenti incredibili sia dal punto di vista sportivo e sia dal punto di vista emozionale. Merito soprattutto dei protagonisti che hanno infiammato con le loro giocate le lunghe giornate di gara. Abbiamo deciso così di raccogliere le impressioni dei singoli vincitori della tappa per riavvolgere il nastro dei ricordi e rivivere ogni singolo dettaglio vissuto a Firenze.

Partiamo con il Campione del Mondo in carica Matteo Gualemi che, proprio davanti al pubblico di casa, si è aggiudicato una combattutissima Quarta Prova B.T.P.

"Prima di iniziare la gara c'era una tensione particolare, diversa dal solito –
ammette Gualemi – La prova era molto importante sia perché si disputava a Firenze e sia perché ero nono in classifica e quindi un risultato negativo avrebbe potuto compromettere il mio accesso alla Poule Finale. Fortunatamente giocando sono riuscito a sciogliermi e, tranne in alcune occasioni, non ho riscontrato problematiche particolari. Non è stato sicuramente facile. Nei quarti di finale ho dovuto sudare le proverbiali sette camicie per superare alla bella Diomajuta. In semifinale invece ho accusato un calo fisico che poteva costarmi la partita. Ero in vantaggio di due set contro Putignano, ma poi il mio avversario è riuscito a rimontare. Una volta sul 2-2 è stato davvero difficile riuscire ad avere la meglio nel match decisivo. Ho anche pensato che questo sforzo mi avrebbe tagliato le gambe per la finalissima. Invece è andato tutto bene. Sono davvero soddisfatto di questa vittoria soprattutto perché mi ha proiettato più in alto nella classifica generale. Ho già preso parte a due Poule Finali, ma non sono mai riuscito ad arrivare fino in fondo. Adesso mi piacerebbe farlo soprattutto perché so di potermela giocare con tutti. Prima delle Finali del Campionato Italiano però c'è da pensare all'Europeo. Un appuntamento importantissimo al quale bisogna arrivare nelle migliori condizioni. Per come sono fatto cerco di pensare sempre a una cosa alla volta. Il primo obiettivo stagionale era la salvezza. Un traguardo non scontato visto soprattutto il livello di quest'anno. Dentro di me ovviamente la speranza era quella di entrare nei primi otto. Esserci riuscito mi riempie quindi d'orgoglio e mi dà la carica per i prossimi impegni".




Prima di Gualemi, ad alzare le braccia al cielo a Firenze era stato Antonio Girardi, il vincitore di tappa per la Categoria Nazionali. Queste le sue parole dopo il successo:


"E' stata una vittoria particolare soprattutto per tre motivi – racconta Girardi - Il primo riguarda il fatto che mi sono operato quindici giorni fa al ginocchio e, come si può intuire, per un giocatore di biliardo non è proprio il massimo affrontare una gara così logorante subito dopo l'operazione. Il secondo motivo è che una settimana fa ho perso mia mamma e questo mi ha dato tanta forza in più. Il terzo, forse un po' meno importante, è che ho compiuto gli anni proprio il giorno della vittoria di Firenze. E' stato insomma un mix di emozioni e di coincidenze che renderanno questa tappa indimenticabile nella mia mente. Dal punto di vista sportivo invece devo dire che ho avvertito subito buone sensazioni. Mi sono sentito a mio agio sin dalle prime partite e dentro di me è cresciuta sempre più la consapevolezza di poter arrivare fino in fondo man mano che arrivavano le vittorie. E' opinione diffusa che ottenere un successo nei Nazionali è un'impresa assai ardua. Il livello è altissimo perché sono quasi tutti dei papabili professionisti. Personalmente sono abituato a questo tipo di pressione e per questo ero abbastanza sereno. Ovviamente le difficoltà ci sono state, come è normale che sia in queste competizioni. La finale con Montereali per esempio è stata combattutissima. La posta in palio d'altronde era molto alta, sia per la conquista della tappa e sia per la possibilità di fare un ulteriore passo in avanti verso la promozione. Entrambi forse non abbiamo giocato al massimo delle nostre possibilità perché frenati da tutto questo. E' venuta fuori comunque una gara apertissima nella quale si è badato soprattutto al sodo.
Adesso manca una prova. L'obiettivo è quello di vincere ancora perché non c'è nulla di consolidato e perché può succedere davvero di tutto"
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Matteo Gualemi, Antonio Girardi e... Vincenza Grimaldi. A completare il trittico di campioni di tappa ci ha pensato la forte giocatrice calabrese grazie al successo in finale contro Cristina Fiori. Queste le sue parole:

"L'intenzione questa volta era di fare un buon risultato, anche perché non ero riuscita a prendere parte all'ultima tappa a causa della febbre – commenta la Grimaldi - Sarebbe stato davvero un peccato perdere altri punti in classifica. La prima prova infatti era andata bene, mi ero fermata solo in finale. Con questo successo sono riuscita a riprendere quello che fino ad ora mi era sempre sfuggito. Il mio scopo comunque è sempre quello di andare a vincere. Sono arrivata molto carica a Firenze e questo mi ha dato la spinta per superare tutte le difficoltà che un torneo di così alto livello riserva. Ritengo che uno dei match più importanti sia sempre il primo. Al pronti via infatti c'è da smaltire la tensione che si accumula alla vigilia della gara. Una volta vinta la prima partita poi mi sblocco e sono in grado di fare sempre meglio. Più vado avanti in un torneo e più mi carico insomma. Anche questa volta è stato così. In finale è stato uguale, nonostante ci fosse l'emozione per la presenza delle telecamere Rai. Sono partita un po' male, poi però sono riuscita a recuperare e a conquistare questo prezioso risultato che mi ha permesso di consolidare la mia posizione nella classifica generale. Ora l'obiettivo è quello di continuare su questa strada per arrivare alle finali e, chissà, riuscire a battere la Ianne. Sappiamo tutti che lei è la favorita e che la conquista del titolo passa soprattutto da un'eventuale vittoria contro di lei. E' una giocatrice incredibile alla quale non si può concedere nulla. Batterla e vincere il tricolore sarebbe davvero il coronamento di un sogno".