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Gualemi, un re del Biliardo come lo Scuro

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Il Corriere della Sera dedica un articolo speciale al Campione del Mondo in carica Matteo Gualemi

Continuano gli attestati di stima per il biliardo sportivo italiano e per i suoi campioni.

Il giornalista Leonardo Bardazzi del Corriere della Sera ha intervistato Matteo Gualemi. A seguire il testo:

«L’anno prossimo punto al triplete e festeggiarlo al Franchi sarebbe il massimo». Tifosissimo viola fin da piccolo, fiorentino del Galluzzo, Matteo Gualemi è un fuoriclasse dei cinque birilli. L’anno scorso ha vinto il Mondiale e lo scorso fine settimana si è aggiudicato la seconda prova del primo storico «Trofeo Fox - I principi del biliardo», organizzato da Sky Sport e ovviamente trasmesso in tv: «Ai primi colpi ero molto teso, le telecamere mi danno sempre una certa emozione — racconta — poi però mi sono concentrato sul gioco ed è andata bene. In finale ho battuto un avversario fortissimo come Andrea Quarta. Da quando ho vinto la coppa del Mondo sembra che ogni vittoria sia scontata, ma posso assicurare che non è così».

Ad appena 28 anni Matteo è già un campione con una storia da raccontare. Anche perché proprio nel giorno del suo trionfo mondiale (era il 27 settembre 2015), la sua Fiorentina visse la pagina più bella dell’ultimo periodo: «Ero felicissimo per la mia vittoria, ma in ansia per il risultato della Fiorentina. Appena salito sul podio per la premiazione, incrociai gli occhi di un amico interista che mi fece capire che avevamo vinto 4-1 a San Siro. “Hai cambiato faccia”, mi racconta ancora oggi lui, “eri felice come un bambino, ti ridevano anche gli occhi”. La mia passione viola è antica, non mi ricordo neppure per quanti anni ho avuto l’abbonamento in curva Fiesole. Ora però ho Elena, la mia compagna, e nel week end sono impegnato con tornei e allenamenti. Trovare il tempo per andare allo stadio è davvero dura».

Garuffe, bricolle, sponde e birilli. Al di là della Fiorentina, la sua vita adesso è il biliardo. «Vivere di solo biliardo non è facile, i soldi che girano sono lontani anni luce da quelli del calcio. Ogni tanto per arrotondare aiuto Elena nella sua tabaccheria, ma ormai ho sono arrivato al top e non voglio distrazioni. Del biliardo mi sono innamorato da ragazzino, quando a 13 anni mi trovavo con gli amici al circolo di San Felice a Ema. Lì ci sono quattro tavoli internazionali: mi fermavo a guardar giocare i più bravi, incuriosito. Cominciai a giocare a “pool”, il gioco che tutti conoscono come “125”, poi però sono passato ai cinque birilli e lì ho cominciato a fare sul serio».

Già perché sulla sua strada, un po’ come accade con Marcello Lotti al personaggio interpretato da Francesco Nuti nel film Io, Chiara e lo Scuro, Gualemi incontra leggende del biliardo: «Carlo Cifalà è stato il mio mentore. Da lui ho imparato tantissimo, quasi tutto: mi ha insegnato segreti e comportamenti. Da ragazzo per esempio ero un istintivo, ora prima di ogni colpo mi prendo il tempo per riflettere e concentrarmi. Insieme a lui e Sandro Giachetti abbiamo pure vinto cinque campionati a squadre: se sono campione del mondo, lo devo anche a lui». A proposito di Mondiale, Matteo già pensa a difendere il titolo: «A settembre prossimo in Argentina ci sarà da sudare. Prima tra l’altro ci saranno le finali del campionato italiano e l’Europeo: sarà un 2017 massacrante, mi sento uno dei 5 giocatori più forti al mondo, ma per ripetermi dovrò lavorare anche fisicamente. Il biliardo ormai è cambiato, i tornei durano ore e se non sei in forma alla fine ti trema la mano. Mi piacerebbe vincere ancora, ma la ciliegina sarebbe fare come Campriani: festeggiare la coppa seduto nella tribuna d’onore del Franchi, a un passo da Della Valle».