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BILIARDO PARALIMPICO: Pietro Miele un testimonial d'eccezione

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Le finali dei Campionati Italiani sono ormai alle porte e dopo Saint-Vincent anche Castel Volturno sarà testimone di un momento molto importante per il biliardo, per la Federazione e soprattutto per lo sport paralimpico.

Nei giorni che hanno preceduto le finali abbiamo conosciuto le storie di atleti a cui è stata data l'opportunità di dimostrare le proprie abilità, abbiamo conosciuto la loro forza di volontà, la determinazione con cui hanno saputo affrontare una curva dolorosa della vita, e la capacità di trasformarla in un nuovo progetto, in un'occasione e in una testimonianza esemplare che si rivolge a tutti.

All’appello manca solo Pietro Miele, un atleta con una storia di sport e di coraggio, un testimonial d’eccezione per sostenere e confermare che in primo piano c’è sempre la persona ed in secondo piano la sua condizione.

Pietro Miele vive a Roma, classe 1979,  e all’età di 19 anni a causa di un incidente avvenuto durante il servizio obbligatorio di leva militare, subisce l’amputazione dell’arto inferiore destro oltre a riportare ustioni sparse il tutto il corpo. “Al mio risveglio dopo tre mesi di coma farmacologico – racconta – il mio pensiero era “forse sarebbe stato meglio non sopravvivere”. Poi un giorno, non so come è successo, ma mi sono rimboccato le maniche e ho iniziato a collaborare con i fisioterapisti e a riprendere pian piano in mano la mia vita. Oggi conduco una vita normalissima, anche se ho riportato dei danni fisici, questi non mi limitano in tutto e per questo mi ritengo fortunato”.

Psicologicamente per Miele è stata dura riprendere la propria vita, ma la forza di volontà ha fatto la sua parte. Da circa vent’anni pratica la scherma paralimpica, ha conquistato sia diversi titoli italiani (l’ultimo bronzo solo qualche settimana fa nel Campionato Italiano), sia in campo Internazionale (bronzo individuale in Coppa del Mondo a Bangalore e un argento a squadre a Heger).

Oltre alla scherma, pratica badminton e padel e nel 2020 ha scoperto il biliardo in carrozzina, un progetto che ha riacceso la passione per il biliardo: “Ho conosciuto il biliardo da ragazzino – spiega Miele - e grazie anche a mio padre mi sono appassionato. Dopo una pausa,  due anni fa ho deciso di rimettermi in gioco anche in questa disciplina sportiva che prima chiamavo “gioco”. Nonostante la mia esperienza in gare Nazionali e Internazionali – conclude l’atleta paralimpico – vivo il pre-gara con molta emozione e tensione perché chiedo e soprattutto pretendo il massimo da me stesso”.

 Il Biliardo paralimpico in pochissimo tempo è riuscito a farsi largo con la potenza della propria energia e di quella degli atleti, imponendosi all'attenzione del Paese.

In tutta Italia si sta diffondendo sempre di più la conoscenza che il biliardo in carrozzina non è affatto impossibile e allo stesso tempo, nel mondo del biliardo si sta diffondendo la conoscenza che la disabilità esiste e che va di pari passo con l’integrazione.