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BILIARDO PARALIMPICO: Con la forza di volontà, con l'ottimismo e con la determinazione si arriva dappertutto e Piero Pantano ne è un esempio

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“L’attività sportiva mi ha sempre aiutato a sentirmi più in equilibrio, ad essere più forte e più autonomo in ogni cosa che mi trovo ad affrontare. Dopo l’incidente, non volevo rassegnarmi e volevo continuare a vivere una vita piena. L’opportunità l’ho ricevuta dalla mia passione di sempre, lo sport, da cui ho ereditato la grinta che oggi mi fa sopravvivere nella quotidianità”.

Queste le parole di Piero Pantano, Avvocato, motociclista e sportivo, romano classe 1972. “Sono un uomo di legge – dichiara Pantano - la professione che ho scelto viene da una linea familiare, mio nonno, infatti, era magistrato e mio padre notaio. Nel 1998 ho avuto un incidente in moto che mi ha costretto ad utilizzare la sedia a rotelle. All’inizio è stato più che scioccante, oserei dire strano abituarsi alla situazione – continua Pantano - a 25 anni sono passato dall’avere una vita dinamica e frenetica, alla riabilitazione e all’abituarsi a farsi aiutare. La mia più grande preoccupazione era l’inserimento professionale perché nel ‘98 avevo da poco iniziato a fare il praticante avvocato”.

Nella vita di Piero Pantano fin da subito si è radicata l’idea e la volontà di ricominciare, di mettere a posto le cose e di guardare in faccia la realtà. “Dopo 3 mesi dall’incidente ho preso la patente e ho riacquisito la giusta autonomia per riprendere in mano la mia vita professionale e la mia libertà di fare sport – racconta Pantano - ho collaborato con l’associazione paraplegici di Roma e del Lazio e per un paio d’anni ho preso parte al comitato direttivo dell’associazione, sono stato, inoltre promotore della patente nautica per disabili. Il mare è una delle mie più grandi passioni”.

Il biliardo è stato una costante nella vita di Pantano “Sono stato avviato al biliardo da mio padre, avevamo il biliardo a casa e insieme giocavamo all’italiana – continua Pantano – da circa due anni ho ripreso a giocare principalmente a pool, nell’arco degli ultimi vent’anni ho partecipato a qualche partita ma ci credevo poco, non vedevo molta fattibilità. Poi di mia spontanea volontà ho ripreso, ho acquistato una stecca ed eccomi qui”.

Con la forza di volontà, con l'ottimismo e con la determinazione si arriva dappertutto e Pantano ne è un esempio “Non mi sono mai arreso – dichiara - amo viaggiare e scoprire il mondo.  Sono, infatti, reduce da un viaggio di tre mesi e mezzo con mio figlio a Cuba. Dopo l’incidente ho provato ad approcciarmi ad ogni genere di disciplina sportiva paralimpica, ho sciato con Pietro Trozzi per molto tempo, ho praticato kart con la guido simplex, canottaggio sul Tevere e nuoto con istruttori federali paralimpici. Dedico il mio tempo libero alla musica, alla lettura, alla meditazione al nuoto e al biliardo. Lasciatemelo dire – commenta Pantano – quella del “biliardo in carrozzina” è una iniziativa che non ha precedenti e sono onorato di farne parte”.

“Riguardo le finali di Castel Volturno, ammetto di essere emozionato – ha concluso Pantano – non so dove arriverò perché il livello tecnico tattico non è assolutamente male, ma sono pronto e sono sicuro che sarà solo l’inizio!”

La storia di Piero Pantano è una testimonianza di ampio respiro per capire quanto si possa essere capaci di cose che stupiscono, l’unico avversario resta soltanto il proprio limite, e tentare di migliorare la propria condizione è una vittoria.