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Michele Cosci: "Il biliardo mi ha salvato"

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Federazione

Lo Sport veicolo per diffondere Gesù. Questa la mission degli "Atleti di Cristo"

Cosa accomuna Nicola Legrottaglie a Carlton Myers a Michael Chang a Michele Cosci? Di certo non lo sport praticato visto che si spazia dal calcio al basket al tennis al biliardo… Semplicemente sono tutti “Atleti di Cristo”. No, non si tratta di una setta o chissà cosa, ma di un movimento che vede lo sport quale veicolo per la diffusione del Vangelo nel mondo.

Importato dal Brasile dove è nato nel 1984 (“Atletas de Cristo”) ad opera di due calciatori, João Leite e Baltazar Morais, il movimento si diffonde il Italia alla fine degli anni ’90 tramite contatti con colleghi calciatori da Paulo Pereira (Genoa) e Paulo Sergio (Roma), fino ad arrivare a Zé Maria (Perugia). E fu proprio qui a Perugia, nel 2001, che venne organizzato  il primo incontro tra gli Atleti. Da allora il movimento si allarga a macchia d’olio coinvolgendo non solo calciatori ma anche campioni di pallavolo, rugby, basket e tanti altri sport.

Questi incontri continuano costantemente e proprio qualche giorno fa, il giorno di Pasqua, a Milano, se ne è svolto un altro dove era presente anche Michele Cosci, uno dei giocatori top del team Italia di biliardo sportivo, nonché ottimo istruttore federale e prossimo docente con Antonio Girardi ai corsi di abilitazione e aggiornamento istruttori nel fitto calendario FIBiS.

Cresciuto per strada, allo sbando, un’adolescenza vissuta tra droga e compagnie a dir poco losche tipiche del “giro” da cui poi non è stato facile sganciarsi, ha, ad un certo punto, conosciuto il biliardo che, come lui stesso dichiara, “mi ha salvato la vita”.

È proprio grazie a stecca e bilie infatti che Michele Cosci riesce a trovare la propria strada: scrollandosi di dosso gioco d’azzardo, slot e tutto quanto di poco pulito regnava nella sale da biliardo che frequentava, fa del biliardo la propria professione.

Nel 1993 a 19 anni vince i campionati italiani di seconda categoria dimostrando l’innato talento fino ad essere oggi uno dei 48 nazionali della sezione di stecca. Oggi Michele (originario di Pisa) vive a Livorno e fa parte del CSB Trilogy Biliard, al momento secondo nel campionato a squadre di serie A, dove come compagno di squadra ha un “certo” Nestor Gomez che, assieme a Davide Martinelli, è stato uno dei suoi maestri.

Cinque anni fa la seconda svolta nella sua vita e l’incontro con Gesù. Niente di predeterminato o di indotto da famiglia o uomini di chiesa, ma semplicemente per caso, all’improvviso, “come è successo a Paolo sulla via di Damasco” racconta. Un incontro personale, intimo, che lo ha cambiato e che all’inizio non sapeva come gestire. È solo dopo aver conosciuto Nicola Legrottaglie, anch’egli Atleta di Cristo, che si rende conto che anche altri hanno vissuto la sua stessa esperienza con Gesù e così si unisce a questo movimento il cui obiettivo è quello di diffonderne la parola e la libertà in essa contenuta.

Michele Cosci che si è fatto confezionare un gilet da gara con il logo e la scritta “Atleti di Cristo”. No non si tratta di fanatismo. La scritta sulla divisa è più che altro una provocazione per far sì che le persone chiedano e gli diano la possibilità di rispondere e raccontare la propria esperienza. La scelta di assomigliare a Gesù viene applicata nel suo mondo del biliardo facendosi esempio agli altri con il proprio comportamento con il rispetto delle regole, degli avversari con i quali non ha mai avuto una discussione, tanto che anche un telecronista della Rai gli ha fatto i complimenti per il fair-play.

E con questo credo segue la propria mission anche insegnando questa disciplina, svelandone i trucchi solitamente tenuti nascosti dai grandi campioni perché potrebbe essere “fatale” che un giorno in una partita il proprio allievo possa superare “il Maestro”, nome che gli è stato affibbiato proprio per questa sua prerogativa al far conoscere anche i segreti della stecca.

“La fede senza le opere è vuota. Non sempre è facile, ma questo è quello a cui siamo chiamati e che ci rende persone 'nuove’”.
Forse è questo il vero miracolo: riuscire ad essere persone nuove.

Durante la giornata di incontro degli Atleti di Cristo è stato proiettato un video in cui compare anche Michele che è possibile visionare qui (immagini RAI/FIBiS commento Enrico Cattaneo e Claudio Bono)


Foto (C)gianmarcochinaglia.com